La puzza di pubblicità

Le notizie sono come il pesce. Presto, vanno a male e assumono un cattivo odore. Vanno consumate subito, nei primi giorni, prima di essere congelate a pagina 20, 30, o magari 100, meglio ancora, che in un quotidiano non esiste.
Duisburg il giorno dopo è tutto un prima pagina sui giornali europei. Addirittura, ha un quadratino tutto suo nel menù interattivo di Sky Tg24. La Ndrangheta affronta una scomoda visibilità, mai avuta prima, neanche con l’omicidio Fortugno. La affronta per pochi giorni, però, perché siamo già scalati, terzo o quarto titolo in ordine d’importanza. Il quadratino su Sky Tg24 è sparito.
Questa è la corsa allo scoop, alla notizia. Così funziona l’informazione, nessuno può stupirsi, e forse è anche giusto. Ma che, alla corsa alla notizia, si potesse affiancare una corsa alla narrazione, proprio non lo immaginavo. La Repubblica, 17 agosto 2007, pagina 15. Dopo sette pagine dedicate alla strage in Germania, un racconto di Giancarlo De Cataldo. Saro e lo Zio Rocco Quel viaggio per uccidere, si intitola. Pubblichiamo un racconto dell’autore di “Romanzo Criminale” e “Nelle mani giuste” liberamente ispirato alla strage di Duisburg e scritto per Repubblica. I Nomi e le circostante narrate sono frutto della fantasia dell’autore, dice il corsivo della redazione. La storia di Saro e suo Zio Rocco, che partono dalla Calabria per la città di D. Il commissario di D., Sherko Refath, e le sue difficoltà. Un racconto in quattro colonne, che mi fa ribollire le viscere, di una rabbia particolare, mista a delusione. Il giudice, penso, oltre al fiuto dello scrittore, ha un ottimo senso del marketing. Perché De Cataldo, evidentemente, deve aver pensato che era meglio darsi da fare, scrivere in fretta, approfittare magari della pausa del 16 agosto, così la Repubblica, che mi vuole bene, me lo pubblica, non importa se ne esce un raccontino poco significativo, buttato lì, senza troppe pretese. E’ appena uscito Nelle mani giuste, lo dice anche la marchetta al centro della pagina. La notizia va sfruttata nella sua freschezza. Altrimenti rischio di finire nella pagina della Cultura, che, si sa, non la legge nessuno.
Forse sono malizioso. Forse troppo diffidente. Ma non riesco a trovare altre spiegazioni. Fosse legato a vera e sacrosanta ispirazione, il racconto, De Cataldo, poteva pubblicarlo su un blog. Su un qualsiasi sito web. Poteva metterlo da parte, per una raccolta di racconti.
Oppure qualcuno potrà dire che il racconto può esser stato commissionato dalla redazione. Non sarebbe una giustificazione. Poteva rifiutare. Tutto troppo goloso, allora.
La notizia va consumata presto, è vero, prima che puzzi di pesce. Ma la puzza di pubblicità è peggio. Molto peggio.
6 sbadigli
Finazio, 20 agosto 2007
Hai perfettamente ragione. Non c’è più limite al cinismo.
antonio p., 21 agosto 2007
Sarà anche pubblicità, ma il raccontino è orribile.
p.s.v., 21 agosto 2007
è un po’ come nella blog sfera. la gente scrive minchiate. e i lettori vogliono leggere minchiate. Dovremmo metterci a scivere dei regalini della Mc Donalds, forse qualcuno ci degnerebbe un sorriso!!!
silvia, 24 agosto 2007
Ritengo assai plausibile che sia stata la redazione a commissionare il raccontino. E, davvero, non se ne capisce la ragione. Non aggiunge nulla in termini di informazione, non fa “colore” e soprattutto non è granchè. Mah. Riguardo i regalini della Mc Donald’s, poi, c’è davvero poco da ridere.
TedC, 24 agosto 2007
Signorina Ognibene, è pregata di non farsi pubblicità su questo spazio. La prossima volta casserò il suo commento senza remore.
Riassunto : Cabaret Bisanzio, 30 agosto 2007
[...] L’estate sta finendo. Riassunto per chi non c’era. Un deputato del centrodestra, iniziali C.M., era con due squillo e tanta cocaina in un hotel di Roma. Così diceva il giornale, e Clemente Mastella si affrettava a precisare: non sono io. Dopo, gli hanno spiegato che lui è del centrosinistra. Infatti era Cosimo Mele, UDC: dopo tante ore fra Buttiglione e Cesa, posso capire. Tutti a fargli la morale e nessuno a domandarsi: dove l’ha comprata la droga? Cesa, segretario del partito (quello dei buoni cristiani e della famiglia che non si tocca), ha subito capito: alla base del bisogno di puttane del parlamentare è la solitudine romana. Tocca rimediare: aumentare lo stipendio di deputati e senatori con un’indennità per il ricongiungimento familiare. Giusto, bravo. Una delle due squillo dichiara: farò un reality. E c’era bisogno di dirlo? Repubblica sentenzia: non vanno topless e bikini, quest’anno di moda trikini e tankini. Valentino Rossi non pagava le tasse. Allora lo hanno fatto presidente della Repubblica e per una sera ha parlato a reti unificate. In tema di tv, arriva il Partito della Libertà della Brambilla, la nuova stella del berlusconismo. Chissà che evoluzione e quante nuove idee rispetto a Forza Italia. Si potrebbe riderne se l’idea di trovare lei ministra e Corona sottosegretario non fosse tragica. Il grande capo Berlusconi si traveste da John Travolta al Billionaire mentre Veltroni vuole bene a tutti. Puglia e Sicilia bruciano perché alla mafia conviene così e il Corriere della Sera ci mette al corrente in tempo reale di chi entra al Billionaire e chi no. Preoccupa la non ammissione di Aida Yespica. Questo nelle pagine di costume, perché in quelle di politica ecco le interviste a cantanti e cantautori. Chi avrebbe superato l’estate senza conoscere il voto di Antonello Venditti alle primarie del Partito Democratico? Notizie: Gerry Scotti, Armani e un altro poco di vip sono a Pantelleria. Mastella e Abete sulla barca di Della Valle alle Eolie. D’altra parte sta iniziando il campionato, vogliamo negare un passaggio e un bagno al presidente? La ‘ndrangheta si fa un viaggetto in Germania e spara un poco. Subito Repubblica ci schiaffa un raccontino di De Cataldo. La strage tira qualche giorno, poi si annoiano tutti. Si annoiano tanto che alcuni prendono sul serio Bossi che sbraita, per chi lo capisce, qualcosa come tasse fucili nord duro. Giornali e tv ci fanno pure dei titoli. Per fortuna ecco un bel delitto, come auspicato da Sky (”Estate! tempo di vacanze e tempo di delitti!” SkyMagazine Luglio-Agosto), e possiamo dimenticare il resto. Ci sono i RIS, e già è uno spettacolo fra scena del delitto modus operandi e capelli fra le mani della vittima, soprattutto spuntano due gemelle biondine, graziose, già veline: una fortuna insperata. Quando poi salta fuori un pigiama, Bruno Vespa sogghigna e si sfrega le mani. Arriva Corona sulla Bentley e manca solo l’avvocato Taormina per chiudere il cerchio. Ma io sono fiducioso: è ancora in vacanza, a settembre arriva. Postato in Byzantium şhöw, Politiçş şhow Stampa il post [...]
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