E si torna a parlare di libri
Chi mi legge con una certa frequenza avrà notato che da tempo non parlo di libri, o che raramente aggiorno le “letture” della barra laterale. Negli ultimi mesi ho letto poco e niente, perché un po’ stanco di leggere di schifezze (che non “recensisco” sul blog perché, come dice spesso lei, stroncare è un’arte difficile).
Decido, ordunque, tra il tripudio dei miei fans, di smuovere questa situazione. Lo faccio per due occasioni speciali, perché quelli di cui mi accingo a parlare non sono semplici libri. Su questi, non posso tacere (quantomeno per non incorrere nell’ira funesta degli autori).

Il primo è Il sangue degli altri (Sironi), di Antonio Pagliaro1. Un libro che ho letto in una delle prime bozze, quando ancora aveva quel titolo impronunciabile (e difficile da scrivere, quindi evito). Una lettura approfondita, fatta al computer, con segnalazioni, revisioni, commenti, correzioni. E anche scritture. Sì, perché nel libro compare una breve scena in calabrese, che Antonio ha fatto scrivere al sottoscritto (applausi). L’aiuto e la partecipazione hanno spinto l’autore a dare il mio nome (non TED©, Edo Grandinetti, intendo) a un personaggio, tenente del SIS dei carabinieri. Vi assicuro che leggere quel nome nelle prime pagine è un’emozione che deforma il viso (per il sorriso).
Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo.
Ah, avevo fatto anche delle bozze per la copertina. Nonostante alla fine la scelta sia stata un’altra, non realizzata di mia mano, mi sono divertito parecchio.

Il secondo è Esordienti da spennare (Terre di Mezzo), di Silvia Ognibene, inchiesta sull’editoria a pagamento. Anche qui un libro visto nascere, crescere, finire in stampa, in tutto il ciclo. Ho conosciuto Silvia per un intervento sul sito de iQuindici. Il link aveva tutt’altro contenuto, come potete notare. Ora quella questione è l’introduzione del libro, che vanta un piccolo prologo scritto da me, in forma di carteggio fittizio (applausi). Anche qui, oltre a una piccola collaborazione di penna, un aiuto di letture, suggerimenti, correzioni (da che pulpito, poi, mi permetto tutto st’ambaradan, non lo ancora). Il libro VA LETTO, perché tratta di un pericolo troppo sottovalutato. Compratelo.
Entrambi i libri hanno un significato umano. Non solo per le motivazioni sopra citate, che di per sé basterebbero. Sono infatti alla base di legami e amicizie, che, sono sicuro, dureranno più quanto gli scripta manent. Alla faccia di chi sostiene che i libri non servono a niente.
1Il sito personale di Antonio – segue marchetta – è stato disegnato dal sottoscritto. Libro e scrittore hanno blogsss appositi (qui e qui).
6 sbadigli
Nokhchallah « il sangue degli altri, 6 novembre 2007
[...] Novembre 6, 2007 a 10:34 pm · Archiviato in romanzo “Il primo è Il sangue degli altri (Sironi), di Antonio Pagliaro. Un libro che ho letto in una delle prime bozze, quando ancora aveva quel titolo impronunciabile (e difficile da scrivere, quindi evito). Una lettura approfondita, fatta al computer, con segnalazioni, revisioni, commenti, correzioni. E anche scritture. Sì, perché nel libro compare una breve scena in calabrese, che Antonio ha fatto scrivere al sottoscritto (applausi). L’aiuto e la partecipazione, hanno spinto l’autore a dare il mio nome (non TED©, Edo Grandinetti, intendo) a un personaggio, tenente del SIS dei carabinieri. Vi assicuro che leggere quel nome nelle prime pagine è un’emozione che deforma il viso (per il sorriso). Il libro è bello. Una scrittura asciutta, pulitissima, decisamente sopra la media, soprattutto per un neo-pubblicato, che narra una Sicilia vera, lucidamente sporca, e una Cecenia violenta, distrutta, soffocata da una guerra infinita di cui nessuno più parla. Compratelo.” Edo Grandinetti su Stati di sonnolenza. Il “titolo impronunciabile”, titolo di lavoro del romanzo, era “Nokhchallah”. [...]
seia, 6 novembre 2007
Ma scusa la recensione sarebbe al tuo apporto al libro di antonio? Originale!
TED©, 7 novembre 2007
Diciamo che non è una recensione ma una vera e propria marchetta, su.
Cav. Marcello Stacchia, 7 novembre 2007
Giovanotto,
nonostante non siano editi dalla Stacchia, plaudiamo alla pubblicazione dei due bei tomi.
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
TED©, 7 novembre 2007
Eh, Esimio Cavaliere, penso che soprattutto gli autori sappiano cosa vuol dire sfuggire alla Stacchia. La prossima volta correranno dal Lei, chiedendo una pubblicazioni in ginocchio.
Coardialmente
Suo
Edo
boris borgato, 15 dicembre 2007
Spero anche tu voglia contribuire, ho bisogno di molte persone e molte firme per questa causa sull’editoria a pagamento
http://chiediloalvento.blogspot.com/2007/12/una-solenne-incazzatura.html
ti ringrazio Borgato Boris
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