Bobbit TV

da una pausa di TED©

Brokeback Mountain

Ricordo ancora oggi la prima volta che ho visto Pulp Fiction in televisione. Lo avevo visto centinaia di volte in VHS, lo sapevo praticamente a memoria. Quel film però era come una di quelle scopate che hanno sempre il sapore di una “prima volta”1. Lo mandavano su Rete 4, su I Bellissimi, Filmissimi, Capolavorissimi, Filmsuperspettacolarissimipienidattorifichissimi, insomma, quella roba che finiva in issimi. Il film iniziò tardi, tipo alle 22.30, o anche alle 23, e durò un’eternità, tanto che il giorno dopo a scuola sembravo uno zombie a cui aveano risucchiato il cuore con un decompressore. Nonostante avessi l’occhio di un giapponese con paralisi della palpebra, mi accorsi dello scempio: la scena della tortura a Marcellus Wallace era stata tagliata. Si vide Bruce Willis irrompere in uno stanzino facendo a fette Zed. Nient’altro. Chi aveva visto il film poteva capire la scena, gli altri non ci capivano un cazzo, né dell’irruzione di Bruce Willis, né delle parole che dopo avrebbe detto Marcellus Wallace.
Pazzesco. Nonostante la fascia protetta, nonostante il bollino rosso, nonostante quella scena fosse andata in onda praticamente all’alba, riuscirono nel difficile obiettivo di crearsi una costruzione mentale per dare valide ragioni al taglio. Perché di motivi non potevano essercene. A chi poteva nuocere a quell’ora? A Dracula? A Enrico Ghezzi?

Questo remoto ricordo è riaffiorato leggendo il post di Chinaski sulla questione Brokeback Mountain. Lui parla di tre film, incluso BM, che gli vengono in mente pensando a tagli e censura televisiva su film. A Fargo e Quei bravi ragazzi ho appena aggiunto Pulp Fiction, che ha in comune con BM il taglio di scene omosessuali – anche se lievemente diverse. La lista può però essere tranquillamente allungata.

Memorabile una prima visione di Wilde sempre su Rete 4, sempre in seconda serata, sempre con bollino rosso, tagliata di tutte le scene omosessuali, che sono un buon 40% del film. Ma non è solo la prurigine tra persone dello stesso sesso ad esser finita sotto la mannaia dei moralisti dell’ultima ora. Di nuovo su I Bellissimi, L’età di Lulù di Bigas Luna fu imbarazzante. Tagliarono tutte le scene spinte, tant’è che non feci in tempo a far bollire l’acqua del tè che il film era già ai titoli di coda. E non toccò sorte diversa alla prima di Eyes Wide Shut. La scena dell’orgia mascherata fu massacrata. Dovetti cambiare la fodera del divano per le lacrime. Tagliare Bigas Luna è un conto, ma bisogna essere proprio stronzi per prendersela con Kubrick. Al quadrato, visto che non era la prima volta. Sempre Mediaset, ora non ricordo su quale canale e a che ora, quando mandò con svariati anni di ritardo la prima di Full Metal Jacket, cancellò pochi secondi del suicidio di Palla di lardo. Dopo lo sparo, mandarono un Noooooo di Joker in dissolvenza. Il sangue spiattellato sulla parete svanì in una forbice. Bastardi.

Potrei continuare per ore. Non ricordo, tanto per dirne un’altra, un solo film di Fincher senza tagli. Da che il cinema va anche in TV, immagino sia impossibile contare tutte le versioni tagliate. Certo, più si va avanti con gli anni, più i tagli sono segno di arretratezza culturale. Però mi pare evidente che da questo punto di vista non sia mancata continuità.

Inutile dire che i tagli sono un’assurdità. Esistono già troppi tipi di controlli. Fasce orarie, fasce d’età, bollini. Che senso ha ricorrere anche alla censura di parti di film? E’ come esporre L’origine del mondo di Courbet senza la figa. Non importa chi lo fa, se una rete pubblica o privata. Su certe cose è meglio non distinguere mai tra pubblico e privato, altrimenti pioverebbero i cartelli “vietato l’ingresso ai negri” in giro per il mondo. Il taglio è una stronzata tout-court. Se un film non ti sta bene così com’è, non lo mandare in onda.

Su BM, la Rai ha già fatto retromarcia. Lo rimanderà in versione integrale. A quanto dicono, il film è arrivato così com’è stato mandato in onda. Vorrei capire che razza d’impediti lavorano in Rai per non accorgersi che mancano le scene – a quanto dicono, il film non l’ho visto – principali. Comunque, se sia vera o no la storia delle copie già tagliate ha poca importanza. Mi interessa più la riflessione che si può aprire. Mi chiedo se cinema e televisione non siano semplicemente, completamente incompatibili. Se ogni volta che un film mediamente esplicito deve andare in onda su una rete in chiaro bisogna prendersi migliaia di accorgimenti, vuol dire che c’è qualcosa di inconciliabile alla base dei due mezzi. Dal punto di vista della liceità, le evidenze ci sono tutte. Fossi in un distributore cinematografico, vieterei ogni riproduzione non integrale del film. Me ne fregheerei del pubblico e della sua sensibilità. Sarebbe bellissimo. Un effetto a catena. A poco a poco i film in TV inizierebbero a scarseggiare, fino a sparire completamente. I cinema tornerebbero a respirare. Internet si riempirebbe dei film rifiutati, magari con nuovi canali ad hoc gratuiti. Le televisioni in chiaro si trasformerebbero in discariche mediatiche. Solo fiction, reality, pubblicità2. Una deriva metabolica inarrestabile. Il popolino teledipendente impazzirebbe. Disordini, omicidi, genocidi. Il caos totale. E noi davanti al pc con i pop-corn in mano.

  1. Lo so, ho avuto una triste vita sessuale, in adolescenza. [up]
  2. Sì, ok, è già così. Però al peggio non c’è mai fine [up]

11

dicembre

2008

5 sbadigli





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