Un provinciale a NY (seconda parte)
Potete trovare la prima parte qui.
La parte più divertente è stata la visita ai barometri della civiltà occidentale: i supermercati. Lì puoi vedere di che vive un paese industrializzato.
Per esempio, ho avuto conferma che ai newyorkesi il cibo non interessa più di tanto. Trovare il reparto alimentare era sempre un’impresa. Stipato, piccolo, in disparte. Ma questi mangiano? Guardando i loro culi, sembrerebbe di sì, ma osservando i supermercati ti fai l’idea che si reggano in piedi soprattutto grazie alle pillole (e al cibo precotto). Bellissimo il reparto Family planning, ovvero il reparto contraccettivi. Il fatto che chiamino “pianificazione familiare” gli scaffali di preservativi la dice lunga su quanto siano avanti. Trovi di tutto per la prevenzione di gravidanze e malattie. Avrò visto cento tipi di pomate vaginali. Contro la candida, contro l’herpes, contro i brufoli, contro lo stupro (la spalma direttamente un soldato italiano). Prima di iniziare a scopare, a uno gli si ammoscia e rizza almeno sette volte.
Terrificanti i megastore per animali. Uno spreco assoluto, alla faccia del terzo mondo. C’erano più vestiti lì che da Prenatal.
Non abbiamo girato solo per i supermercati, ovviamente. Nella capitale del capitalismo – sembra uno scioglilingua – puoi trovare ogni forma di negozio. E poi il mio obiettivo era portare avanti una sorta di studio sociologico sulla trasformazione delle abitudini dei newyorkesi con l’avvento della crisi economica. Compito arduo, visto che non conoscevo le abitudini dei newyorkesi prima dell’avvento della crisi economica. Per questo non so dire se a Manhattan la recessione si sia fatta sentire in periodo natalizio. So che c’erano più code per gli uffici di collocamento che per lo shopping. So che c’erano saldi ovunque, anche fino al 70%, ed erano saldi reali. So che c’erano vetrine tipo quella che vedete nella foto qui sotto.

Ma so anche, da quel poco che ho potuto notare, che la crisi dei consumi americana è una crisi fittizia, perché fittizi erano i consumi prima della recessione. A NY puoi pagare tutto con la carta di credito, il caffè, il taxi, l’autobus, il giornalaio, financo la questua, e tutti hanno una carta di credito. I consumi si sono retti sul debito, gonfiando l’immagine della salute della vendita al dettaglio a dismisura, finché qualcuno non è passato con uno spillo e, puff, si è svuotato tutto. Come accadde a Peter Griffin quando scoprì che può aprire il conto dal, boh, farmacista?, che poi gli presentò un conto di 340.000 $, costringendolo a vendersi la figlia per ripianare i debiti.
C’è però un’immagine che mi è rimasta impressa. Nel primo pomeriggio, a Soho, quartiere dello shopping per quarantenni in crisi coniugale, una fila impressionante di persone, perlopiù afro-americane, in minoranza centro-americane e asiatiche, in un angolo di strada che barattavano quello che erano riusciti a raccattare tra le varie immondizie. Si fa un gran parlare dell’integrazione americana, dell’evoluzione della loro civiltà in questa direzione. Quello che ho visto io, anche se solo per una settimana, più che integrazione, era una grande insalata. Ognuno per sé e Dio per nessuno.
Ecco, fossi Obama avrei quel pensiero fisso in mente. Nel paese dove fino a 60 anni fa un nero non poteva entrare in un ristorante, nel paese dove ora tutto è possibile, scene simili non dovrebbero mai accadere – che non è decoro.
13 sbadigli
Sauro, 28 gennaio 2009
La cosa che ti si rizza e ammoscia sette volte, voglio dire, è interessante. Una girandola di emozioni. So’ forti l’ammerigani, ahò (cit.)
TED©, 28 gennaio 2009
Almeno sette volte, caro il mio Ferenghi. Le emozioni possono aumentare.
maia, 29 gennaio 2009
non conoscevi le abitudini dei newyorkesi prima dell’avvento della crisi economica? ma, dico, e sex an the city???? (continuo a citartela finché non mi mandi in diretta…)
TED©, 29 gennaio 2009
Considerati bannata dai commenti.
il_morto, 1 febbraio 2009
Sono arrivato su questo sito tramite un link pubblicato da Phonmeister e ho cercato di entrarvi con il mio obsoleto IE6. Sono stato insultato dalla tua pop-up (“Coglione, usi ancora quella schifezza di IE6? Cambia browser!”) e non ho potuto leggere l’articolo – che pensavo potesse essere interessante, visto che mi fido del Phonk – perché sono stato rediretto sulla pagina di download di Firefox.
Così, per leggerti ho lanciato Firefox Plus.
Ti ho letto. Dopo averti letto, continuo a pensare che chiunque insulti i suoi lettori via pop-up sia a dir poco biasimabile.
Massima libertà di selezionarsi i propri, di lettori, nel modo che ciascuno ritiene più confacente. Fa parte della varietà della vita.
TED©, 2 febbraio 2009
@il_morto: Sinceramente? La tua reazione mi pare esagerata, visto che:
1. La pop-up è evidentemente scherzosa. Dovrebbe far ridere, più che indignare, non essendo riferita al lettore specifico, ma all’utilizzo di IE6. E’ già increscioso doverlo sottolineare.
2. Stando alle mie statistiche, ho pochi lettori al giorno. Una manciata, diciamo. Di questi, un quinto, anche meno, viene da IE6 e di questo “quinto” il 99% viene da motore di ricerca, il più delle volte con parole chiave simil-porno (spesso non sono neanche utenti italiani). Non mi pare di insultare dei “miei lettori”, visto che praticamente NON ho lettori da IE6.
3. Dici “a dir poco biasimabile”. A dir poco? Quindi meriterei di peggio che un semplice biasimo per aver sfottuto un utente di passaggio? Mincha, la vita si fa sempre più difficile.
4. Non so se hai avuto modo di girare sul sito, dopo aver aperto il link di Phonk. Ci sono un paio di post in cui spiego la mia posizione su IE6. Io nella vita faccio il web-designer e posso assicurarti che motivi per odiare IE6 ce ne sono a tonnellate. Tra l’altro, visto che parli di libertà di selezionare i propri lettori etc, posso assicurarti che se c’è un browser in terra che non rappresenta la libertà questo è IE6. Obbliga a inutili lavori supplementari. Tu sei lì, che pensi un bel disegno per il tuo sito, pieno di trasparenze, ti esce anche piuttosto bene, poi apri IE6 e, boom, tutto sputtanato. Rovina i fogli di stile, non legge le PNG trasparenti, dà problemi con molti javascript: dimmi tu se non è snervante. In ogni caso, non è una posizione solo mia: a) http://www.stopie6.org/ ; b) http://ajaxian.com/archives/i-wont-support-ie-6-in-2009 (i primi due che ho trovato, ce ne saranno un milione che la pensano come me, almeno).
Ora, io ho fatto uno script che direziona a Firefox perché, sotto Windows, credo sia la migliore alternativa a IE6. Ma se non si vuole usare quello e continuare con roba Microsoft, almeno aggiornarlo sarebbe d’uopo. Esiste IE7 e tra poco IE8 diventerà ufficiale. Aggiornare un prodotto fa bene al proprio pc. Sempre, qualsiasi sia l’aggiornamento e qualsiasi sia il software. Sai quanti malware passano con ie6, COLMO di bug di sicurezza?
Renato, 2 febbraio 2009
fa piacere che non hai nominato “gli amici italiani”…..la mia di mozzarella era buona,te lo giuro!!
forse non hai parlato abbastanza lametino e non ti hanno trattato come si doveva fare….!!!
TED©, 3 febbraio 2009
Ehhhh anzi che non ho scritto “qualche coglione di amico italiano”.
il_morto, 7 febbraio 2009
Mi aspettavo una risposta, solo non sapevo se attendermi uno sfoggio di parole alternativo-brillanti, con un bel taglio “come sono 2.0 e ironico” – il metro che va per la maggiore nella blogopalla italica – o qualche tirata tecnica. Vedo che adotti ambo i registri, tanto di cappello.
A me sembra ragionevole che tu preferisca Firefox, Opera, IE7, presto IE8. Mi sembra meno ragionevole che tu accolga qualcuno nel tuo sito con un insulto e che non gli permetti di navigarvi. Tutto qui.
L’insulto può essere scherzoso finché vuoi: magari al bar ti rivolgi agli amici dando loro dei coglioni, ma non penso che usi rivolgerti alle persone che incontri per strada nello stesso modo.
Questo spazio è tuo. Tu hai pieno diritto di stabilire i criteri per accedervi. Se pensi che una persona che per un motivo qualsiasi usa IE6 non sia degna di leggere le tue parole, fai una scelta precisa, che mi incuriosisce per molti versi, ma su cui non ho nulla da dire.
Nel momento in cui scegli anche di insultarla , quella persona, fai una scelta per lo meno biasimabile. Io mi limito a biasimarla, perché sono abituato a usare le parole in un certo modo. Altri potrebbero rispondere con epiteti adeguati a chi gongola nell’insultare (non è uno sfottò; è un insulto) un lettore di passaggio.
[Se non vuoi ottimizzare il tuo sito per IE6, sei liberissimo di farlo. E' un'altra scelta di comunicazione. Meno aggressiva, forse. ]
Mr_Prince, 4 aprile 2009
Lasciando in disparte i battibecchi che non mi tangono particolarmente volevo porgerti una domanda che si ricollega al report del viaggio per il quale mi trovo qui a commentare….. mi ha incuriosito la parte iniziale dell’articolo con la quale mi trovo in accordo per quanto riguarda la modalità di visita alla città ma volevo un chiarimento…. se uno (in questo caso il sottoscritto) fosse interessato a visitare la grande mela e “vivere la città” come potrebbe fare?? non essendo facile come prendere una mappa dei musei e monumenti per visitarli morbosamente non saprei da dove iniziare….
Grazie infinite per qualunque dritta!!
TED©, 4 aprile 2009
Guarda, New York è più facile di quanto credi. E’ davvero difficile perdersi. Io sono partito dalla midtown e ho visitato tutta la downtown. Se puoi vuoi degli itinerari turistici ma non troppo e comunque semplici da percorrere usa la Lonely Planet che è economica e ottima.
Chiara, 16 maggio 2009
Mi racconti ancora del MoMa per favore? Io vorrei tanto andarci ma per ora non se ne parla…
TED©, 18 maggio 2009
Le mie tariffe sono nella pagina “Io?”
(scherzi a parte, il MoMa vale proprio la pena visitarlo. E’ grande, c’è tanta roba, una buona collezione permanente, tanta, tantissima roba recente, è grande. Non vai a vedere l’architettura ma ti godi la contemporaneità).
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